TO LIVE A CREATIVE LIFE

WE MUST LOSE OUR FEAR

OF BEING WRONG 

Joseph Chilton Pearce

STILE & VISIONI 2.0

POST-PRODUCTION

il visibile lavoro invisibile

 

 

 

CURARE L'IMMAGINE NELLA CAMERA CHIARA

 

Lo stile del fotografo si costruisce certamente in fase di scatto, tramite il suo approccio alla realtà e al soggetto, con prospettive e tagli, facendo uso sapiente della luce e scegliendo le ottiche in base al risultato desiderato. In tutto questo ci vedete all'opera il giorno del matrimonio, ma c'è un lavoro invisibile - come l'enorme porzione di iceberg che non affiora in superficie -, che ci impegna per ben molte più ore e giorni rispetto al tempo dell'uscita. Si tratta della post-produzione, il processo fondamentale per dare, in tutto e per tutto, lo stile che vogliamo alle immagini prodotte. Con la post-produzione si attua il conferimento dell'impronta, attraverso i parametri del colore, dei contrasti, delle luci, attraverso interventi personali, totalmente manuali, anche se effettuati attraverso un computer.

Si lavora in camera chiara, come un tempo si faceva in camera oscura - intere giornate davanti ai nostri monitor calibrati, con il ticchettio di tastiera e mouse a scandire il passare dei minuti.

Un lavoro meno poetico ed affascinante dello sviluppo dei rullini, ma non meno creativo: se è vero che senza una base di partenza adeguata nemmeno Photoshop fa miracoli, è altrettanto vero che senza questa lavorazione le fotografie sarebbero meno incisive, meno intense, meno personali, un po' insipide. Quando apportiamo le nostre scelte e vediamo le fotografie trasformarsi attraverso i toni e i contrasti che preferiamo e che rispecchiano il nostro sentire, abbiamo come la sensazione di trasferire un'anima all'interno di un corpo, sentiamo di completarle e tirare fuori tutto il loro potenziale estetico. Ed è fantastico!

 

Ci piace conferire una certa ruvidezza alle immagini, quella pasta che richiama le fotografie analogiche, il calore grezzo della grana della pellicola. Non viriamo l'immagine in incarnati accesi e colori sgargianti, al contrario amiamo le tonalità delicate o dal carattere deciso ma piuttosto desaturo. Per fare un esempio, se il rosso ferrari ci disturba, troviamo pace e armonia nell'eleganza del bordeaux. Facciamo grande attenzione ai bianchi: non usando il flash ogni ambiente e fase della giornata comporta bilanciamenti diversi da calibrare costantemente. Amiamo i contrasti, l'immagine deve avere carattere e forza, specialmente se in bianco e nero.  Ci rispecchiamo in immagini luminose ed ariose, ma siamo attratti con la stessa forza dal sottoesposto e dal suo mood raffinato e malinconico.

 

Si tratta di scelte stilistiche volute, per le quali desideriamo essere scelti e non "errori" da modificare a lavoro concluso.

*PASSA SOPRA ALL'IMMAGINE PER VEDERE LO SCATTO DI PARTENZA*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perciò non consegniamo immagini non selezionate e lavorate secondo il nostro stile, si tratterebbe di un lavoro a metà, poco professionale, abbozzato . . . e non soddisfacente, in primis per noi. Selezioniamo e lavoriamo le fotografie singolarmente, una per una. Distillando, di volta in volta, un concentrato di emozioni e bellezza da circa 3000 scatti di partenza, di modo che ogni immagine sia significativa di per sé.

 

Le fotografie inserite nell'album vengono trattate ulteriormente, quando lo riteniamo necessario, per eliminare elementi di disturbo all'equilibrio dell'immagine e migliorare la figura in modo discreto. Se le location del matrimonio sono particolarmente scelte e ben curate, siamo felicissimi di non dover alzare un dito sulle immagini, ma non tutto può essere sempre sotto controllo. Non stiamo parlando delle imperfezioni che ci rendono unici o di trasfigurare i fatti in qualcosa di inverosimile e plastico (orrore), ma di disturbi compositivi che abbassano il livello emozionale del racconto. Qualcuno potrebbe pensare che non sia giusto e rispettiamo più che volentieri il desiderio di chi vuole le fotografie non vengano ritoccate in nessun modo (non è di certo obbligatorio).  Pensiamo, però, la fotografia sia prima di tutto un mezzo espressivo e come tale si tratta di una rappresentazione della realtà, quindi di un lavoro di interpretazione che ammette la ricerca di un ideale.  Riteniamo che a nessuno importi di ricordare il cartello piazzato proprio all'uscita della chiesa o il piccolo sfogo che può capitare di avere sulla pelle proprio quel giorno...parlo da donna!

 

Certo, siamo più lenti di chi si limita a salvare i file così come sono usciti dalla macchina fotografica e a consegnarveli su una chiavetta, ma il tempo che investiamo in questa cura è necessario per essere fedeli a noi stessi, rispettosi delle nostre/vostre fotografie e coerenti al livello qualitativo che vogliamo offrirvi.

Non siamo solo fotografi,

siamo i curatori dell'immagine del vostro matrimonio

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